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Wanderlust quando viaggiare è scritto nel DNA
Pensieri sconclusionati

Wanderlust: quando viaggiare è scritto nel DNA

Tempo di lettura: 3 minuti

Al mattino, abbiamo tutti delle priorità: di solito prepari un bel caffè e ti siedi al tavolo, cercando di svegliarti e capire come organizzare gli impegni. Poi inizi il solito tour delle notifiche. Controlli le mail di cui, almeno la metà, sono offerte di hotel o voli. Apri i social e vedi solo foto di spiagge e aurore boreali, che ti fanno venire talmente tanta voglia di partire, che vorresti essere in spiaggia al caldo, ma contemporaneamente anche a vedere l’aurora boreale. Insomma, un casino! Ecco, se ti sei trovato nelle mie parole, è molto probabile che sia affetto (anche tu) dalla sindrome di Wanderlust. Capiamo insieme di cosa si tratta e se è una sindrome passeggera.

Wanderlust: sintomi

Wanderlust, in tedesco, letteralmente significa “desiderio di vagabondare”. L’irrefrenabile voglia di esplorare il mondo, tanto da faticare a star fermo in un posto. Il desiderio martellante di scoprire luoghi e culture nuove. Insomma, la smisurata voglia di viaggiare! Se ti sei rispecchiato in questa definizione, leggi qui sotto per capire se soffri anche tu dei miei stessi sintomi da Wanderlust:

      • ti comporti come farebbe un fumatore accanito con pochi soldi: converti il costo degli oggetti in viaggi. Hai in testa una lista di costi di biglietti aerei e quando ti ritrovi davanti a qualcosa che vorresti (o dovresti) comprare, inizi ad eseguire delle espressioni matematiche talmente complesse che, nemmeno Pitagora riuscirebbe a seguire il tuo teorema. Tanto sai perfettamente che il risultato sarà sempre e solo uno: il ghigno felice stampato in faccia accompagnato dalla frase “E io dovrei spendere 400€ per una borsa, quando potrei comprarmi un biglietto aereo? Naaaaa, no grazie!” Piuttosto usi una borsa della spesa, una di quelle che si rompono solo a guardarle, ma felicemente su un aereo;

      • quando un tuo collega ti dice d’aver preso ferie, inizi a fargli talmente tante domande, tipo: “Hai già organizzato? Si? Dove vai?” al punto che da quella volta, sarai sempre l’ultimo a sapere delle vacanze altrui;
      • Hai addirittura tutti i siti possibili ed immaginabili salvati tra i preferiti del browser: da Skyscanner a eDreams. Le cose importanti devono essere a portata di mano dopotutto;

      • se digiti la lettera S sulla tastiera del telefono, il primo suggerimento che compare è Skyscanner. Si, anche se la tua ragazza si chiama Simona. Per forza, trascorri ogni minuto libero a cercare voli (ok, però se fossi in te non glielo direi)!

      • c’è chi quando sta per partire non sa dove abbia messo la valigia la volta prima. Magari in solaio? O forse in cantina? TU NO. Tu ce l’hai nell’armadio, bella, che contempli ogni volta che grazie a qualche scusa puoi aprire l’anta, la tua anta del piacere! Sempre lì, pronta per essere riempita, o meglio, sfondata, come le sue ruote d’altronde;

      • quando qualcuno ti dice che si sposa, salti completamente la parte della persona carina ed educata in cui si fanno congratulazioni ed auguri. No, tu passi al sodo: “Dove andate in viaggio di nozze?”;

      • ultimo, ma non meno importante. Sottolinei per bene la differenza tra VIAGGIO e VACANZA. Perché tu non vai in vacanza, tu viaggi. Macini chilometri con lo zaino in spalla. Tu sei uno di quelli che quando torna è più stanco di prima, perché vuol vedere il maggior numero di cose possibili, mica riposare!

Cause

La causa sta nel DNA. Incredibile, vero? Tranquillo, però, non lo dico io, ma persone che ricercano, come il National Geographic! Hanno infatti scoperto il gene del viaggio: il gene DRD4 è associato ai livelli di dopamina nel cervello. Il gene vero e proprio, chiamato DRD4-7R è stato rinominato il gene di Wanderlust: è lui il responsabile della passione e dell’amore per tutto ciò che è esotico e sconosciuto. Pare che solo il 20% della popolazione possieda questo gene!
E quindi niente, se rientri in questa percentuale, non hai molte possibilità di scampo: è scritto nel DNA!

Cura

La cura? Vuoi una cura per la sindrome più bella al mondo? Per la sindrome che ti fa brillare gli occhi quando si parla di viaggi e tu, parli sempre di viaggi?

Anche se è probabile che non tutti ti capiscano, io si. E sai cosa posso dirti?

Viaggiamo tutta questa vita, se possiamo. Prendiamo quel treno, quell’aereo, facciamo quella pazzia. Seguiamo le pulsioni causate dalla sindrome di Wanderlust, non sopprimiamole. Perché, come diceva Freud: “La pulsione può raggiungere la sua meta nell’oggetto o grazie a esso”. Insomma, se le freniamo, torneranno più forti di prima!

Ti rispecchi in questi sintomi anche tu, o dici che lo stadio della mia malattia è troppo avanzato? Ti aspetto nei commenti per sapere anche i tuoi sintomi!

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

4 Comments

  • Barbara

    E’ esattamente così!
    Credo che sia per questo che abbiamo deciso di scrivere e raccontare dei nostri viaggi. Per concederci almeno qualche giorno di riflessione prima di cominciare a programmare il prossimo:)

    • Eleonora Ongaro

      Ciao Barbara, grazie per il tuo commento! Scrivere e raccontare di viaggi, secondo me, aiuta a viverli un’altra volta: una quando li organizzi, una quando li vivi, e quella più intima, è quella in cui li ricordi, ed inizi a parlarle con il cuore in mano, senza filtri.
      Visiterò sicuramente il tuo blog! A presto!

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