Sindrome di Wanderlust: Sintomi, Cause e Cura

Wanderlus viaggiare è scritto nel dna

Al mattino, abbiamo tutti delle priorità: di solito prepari un bel caffè e ti siedi al tavolo, cercando di svegliarti e capire come organizzare gli impegni. Poi inizi il solito tour delle notifiche. Controlli le mail di cui, almeno la metà, sono offerte di hotel o voli. Apri i social e vedi solo foto di spiagge e aurore boreali, che ti fanno venire talmente tanta voglia di partire, che vorresti essere in spiaggia al caldo, ma contemporaneamente anche a vedere l’aurora boreale. Insomma, un gran bel casino! Ecco, se ti sei trovato nelle mie parole, è molto probabile che sia affetto (anche tu) dalla sindrome di Wanderlust. Capiamo insieme di cosa si tratta e se è una sindrome passeggera*.

*articolo esplicitamente sarcastico 🙂

Wanderlust: sintomi

Wanderlust, in tedesco, letteralmente significa “desiderio di vagabondare”. L’irrefrenabile voglia di esplorare il mondo, tanto da faticare a star fermo in un posto. Il desiderio martellante di scoprire luoghi e culture nuove. Insomma, la smisurata voglia di viaggiare. Se ti sei ritrovato in questa definizione, leggi qui sotto per capire i tuoi sono sintomi da Wanderlust:

  • Ti comporti come farebbe un fumatore accanito con pochi soldi: converti il costo degli oggetti in viaggi. Hai in testa una lista di costi di biglietti aerei e quando ti ritrovi davanti a qualcosa che vorresti (o dovresti) comprare, inizi ad eseguire delle espressioni matematiche talmente complesse che, nemmeno Pitagora riuscirebbe a seguire il tuo teorema. Tanto sai perfettamente che il risultato sarà sempre e solo uno: il ghigno felice stampato in faccia accompagnato dalla frase “E io dovrei spendere 400 € per una borsa, quando potrei comprarmi un biglietto aereo? Naaaaa, no grazie!” Piuttosto usi una borsa della spesa, una di quelle che si rompono solo a guardarle, ma felicemente su un aereo.
  • Quando un tuo collega ti dice d’aver preso ferie, inizi a fargli talmente tante domande, tipo: “Hai già organizzato? Sììììì?? E dove vai???” al punto che da quella volta, sarai sempre l’ultimo a sapere delle vacanze altrui.
  • Hai addirittura tutti i siti possibili ed immaginabili salvati tra i preferiti del browser: da Skyscanner a Booking. Le cose importanti devono essere a portata di mano dopotutto, no?
  • Se digiti la lettera S sulla tastiera del telefono, il primo suggerimento che compare è Skyscanner. Sì, anche se la tua ragazza si chiama Simona o il tuo ragazzo Stefano. Per forza, trascorri ogni minuto libero a cercare voli (ok, però se fossi in te non glielo direi!)
  • C’è chi quando sta per partire non sa dove abbia messo la valigia la volta prima. Magari in solaio? O forse in cantina? TU NO. Tu ce l’hai nell’armadio o sotto il letto, bella, che contempli ogni volta che grazie a qualche scusa puoi aprire l’anta, la tua anta del piacere! Sempre lì, pronta per essere riempita, o meglio, sfondata, come le sue ruote d’altronde.
  • Quando qualcuno ti dice che si sposa, salti completamente la parte della persona carina ed educata in cui si fanno congratulazioni ed auguri. No, tu passi al sodo: “Dove andate in viaggio di nozze?”
  • Ultimo, ma non meno importante. Sottolinei per bene la differenza tra viaggio e vacanza. Perché tu non vai in vacanza, tu viaggi. Macini chilometri con lo zaino in spalla. Tu sei uno di quelli che quando torna è più stanco di prima, perché vuol vedere il maggior numero di cose possibili, mica riposare!

Cause della sindrome di Wanderlust

La causa risiede nel DNA. Incredibile, vero? Tranquillo, però, non lo dico io, ma persone che ricercano, come gli studioso del National Geographic. Hanno infatti scoperto il gene del viaggio: il gene DRD4 è associato ai livelli di dopamina nel cervello. Il gene vero e proprio, chiamato DRD4-7R è stato rinominato il gene di Wanderlust: è lui il responsabile della passione e dell’amore per tutto ciò che è esotico e sconosciuto. Pare che solo il 20% della popolazione lo possieda! E quindi niente, se rientri in questa percentuale, non hai molte possibilità di scampo: è scritto nel DNA 🙂

Cura per la sindrome di Wanderlust

La cura? Vuoi una cura per la sindrome più bella al mondo? Per la sindrome che ti fa brillare gli occhi quando si parla di viaggi e tu, parli sempre di viaggi? Anche se è probabile che non tutti ti capiscano, io sì. E sai cosa posso dirti? Viaggiamo tutta questa vita, se possiamo. Prendiamo quel treno, quell’aereo, facciamo quella “pazzia”. Seguiamo le pulsioni causate dalla sindrome di Wanderlust, non sopprimiamole. Perché, come diceva Freud: “La pulsione può raggiungere la sua meta nell'oggetto o grazie a esso”. Insomma, se le freniamo, torneranno più forti di prima.

Ti rispecchi in questi sintomi anche tu, o dici che ho bisogno di uno bravo? Ti aspetto nei commenti per sapere anche i tuoi sintomi. Grazie per aver letto fino a qui caro viaggiatore, a presto!

Appunta l'articolo per dopo, Pinnalo!

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14 commenti
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Wow Ivo sei molto fortunato a poter star via e viaggiare 4 mesi l’anno! Mi auguro che tu possa trovare serenità anche negli altri mesi dell’anno. Stare male non è una bella cosa. Un grande abbraccio e buoni viaggi 🙂

      Rispondi
  1. Margherita
    Margherita dice:

    Ciao a tutti! Ho scoperto di essere malata della sindrome di wanderlust nel 2011 con il primo viaggio in vita mia, andai a Londra. Il mio primo volo, un misto tra lacrime e gioia. Alla fine del viaggio (si, viaggio zaino in spalla sempre!!) stetti male per tantissimo tempo, non volevo credere di essere ritornata a casa. Dopo essermi ripresa cominciai a pianificare il prossimo viaggio. Da quel momento capii che si trattava di una cosa seria, una dipendenza da viaggio davvero forte e sempre in crescendo. Dopo Londra mi sono fatta altri 9 viaggi spalmati negli anni. Purtroppo, con il lavoro che faccio, posso scappare solo una settimana l’anno. Questo mi provoca una sintomatologia complessa e difficilmente non ho crisi di pianto quando mi prendono questi attacchi di wanderlustite acuta e non posso curarmi come vorrei. So che qui abbiamo tutti la stessa problematica. Un abbraccio a tutti. Ce la possiamo fare ♥️

    Rispondi
  2. Erica
    Erica dice:

    Ciao Eleonora.
    Mi rispecchio perfettamente in quello che hai scritto e so di essere una wanderluster..
    Se la cosa è stata bella fino a due anni fa quando avevo un bel lavoro e mi potevo permettere di dare sfogo alla mia passione ora invece è un incubo. Da due anni faccio un lavoretto che mi permette solo di mantenere la famiglia e addio viaggi.. E per chi è come noi addio anche alla salute mentale! 🙁
    Sto malissimo e spero prima o poi di poter rivivere i miei sogni…

    Rispondi
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Ciao Erica, spero davvero che questo sia solo un periodo e che potrai tornare presto a viaggiare come ti meriti ♥️ Mi rendo conto che possa sembrare un consiglio stupido, ma hai provato ad alleggerire il carico mentale leggendo libri a tema viaggi o guardando film? La tua salute mentale è molto importante, cerca di fare comunque ciò che ti fa stare bene nonostante la complessità del periodo. Ti mando un abbraccio e tanta fortuna cara Erica!

      Rispondi
  3. Claudia
    Claudia dice:

    ciao! ti ho scoperta oggi cercando delle informazioni per un viaggio in islanda (possibile destinazione estiva 2022). altro che wanderlust… l’anno scorso anche io ci scrissi un articolo, niente di che, solo per dire che ti capisco e che evidentemente anche io ho quel gene nel DNA! 🙂
    credo proprio che tornerò su queste pagine, intanto mi sono iscritta, a presto

    Rispondi
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Ciao Claudia, se dovessi scegliere l’Islanda sono più che certa che non resteresti affatto delusa! A proposito, se hai qualche domanda specifica non farti problemi a scrivetemi. È un piacere averti a bordo Claudia (ora vado a fare la ficcanaso sul tuo blog)!!

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  4. Agata
    Agata dice:

    Inutile dire che mi rispecchio completamente nelletue parole! Saremmo davvero cosi’ gravi ? Graziosa lettura Eleonora?

    Rispondi
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Gravi forse un po’ sì, ma l’unico che ne risente, forse, è il buon vecchio amico portafoglio.. ultimamente lo vedo parecchio sciupato ? ti ringrazio molto, mi fa davvero piacere Agata! ?

      Rispondi
  5. Barbara
    Barbara dice:

    E’ esattamente così!
    Credo che sia per questo che abbiamo deciso di scrivere e raccontare dei nostri viaggi. Per concederci almeno qualche giorno di riflessione prima di cominciare a programmare il prossimo:)

    Rispondi
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Ciao Barbara, grazie per il tuo commento! Scrivere e raccontare di viaggi, secondo me, aiuta a viverli un’altra volta: una quando li organizzi, una quando li vivi, e quella più intima, è quella in cui li ricordi, ed inizi a parlarle con il cuore in mano, senza filtri.
      Visiterò sicuramente il tuo blog! A presto!

      Rispondi

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