Viaggiare insegna la differenza tra guardare e vedere
Pensieri sconclusionati

Viaggiare: la differenza tra guardare e vedere

Viaggiare insegna la differenza tra guardare e vedere. Viaggiare serve per imparare a vedere i luoghi che fanno parte della nostra quotidianità. Viaggiare ha cambiato il modo di vedere il luogo il cui vivo, casa mia e ciò che mi circonda ogni giorno. Forse ho solo ricominciato ad osservare. Mi sono resa conto che guardavo senza vedere.

Dopo l’ultimo viaggio, ho cambiato il modo in cui guardo le montagne che circondano il luogo in cui vivo. Ha cambiato il modo in cui, tornando a casa dal lavoro, le guardo. Occhi stanchi e abituati a vederle sempre lì, come una certezza, un punto fermo, non le notavano più. Come un uomo abituato alla sua donna: non riesce più a vederla come una cosa preziosa e rara come faceva un tempo.

Poi i giorni hanno preso il sopravvento.

L’abitudine è il più spietato dei veleni. Perché come un serpente silenzioso, ti intrappola nella sua morsa, senza lasciarti neppure il tempo di rendertene conto. Quando te ne sei accorto, è già troppo tardi.

O forse no, forse quello che ho appena scritto è una grande bugia. Forse non è mai troppo tardi. Probabilmente l’antidoto è proprio cambiare aria, viaggiare; dietro l’angolo o lontano migliaia di chilometri, non importa.

I luoghi che non si conoscono si guardano con occhi diversi, occhi pronti a coglierne il più piccolo dettaglio, come un bambino che vuole toccare tutto, ma con lo sguardo.

Sia con la cima spolverata di neve, che ricoperte da quel verde prato brillante, le mie montagne sono bellissime. Prima di quest’ultimo viaggio, non le guardavo o lo facevo con tanta superficialità, da non rendermi conto che la bellezza era lì, a due passi da casa.

“Cambia il modo di guardare le cose e le cose che guardi cambiano.”

Viaggiamo per imparare a trarre il meglio dalla quotidianità.

Questa volta viaggiare mi aveva fatto un grande dono. 

Ha tolto quello strato di abitudine che ricopriva i miei occhi. Gli stessi occhi che guardavano quelle montagne con indifferenza. Ha spazzato via i pensieri che occupavano la mia mente, quasi senza lasciare spazio per altro. Ha spazzato via quel pensiero martellante, quasi opprimente del: “Voglio partire un’altra volta”. “Voglio andare via da qua”, che non mi lasciava più modo di rendermi conto che, tra un viaggio e l’altro, c’era molto da fare. Che tra tutti i mesi che dividono un ritorno ed una nuova partenza, c’era spazio per godermi i luoghi vicino a casa mia. Sì, c’era abbondante spazio. Luoghi da vivere con calma, perché “tanto sono vicino a casa e posso tornarci quando mi va”; luoghi da assaporare fino in fondo, ricordandoci che ciò che per noi può essere “banale” perché sempre a portata di mano, è probabilmente la prossima meta di qualcun altro. Quel qualcun’altro che tornerà a casa affascinato da quei luoghi. Quindi, riteniamoci fortunati e viviamo i luoghi di casa nostra, con la grande consapevolezza di quanta fortuna si ha ad averli vicini; sia che si tratti di una bella città o un luogo immerso nel verde, poco importa. La bellezza c’è, ovunque. Spetta solo a noi vederla.

“Quindi Eleonora, stai dicendo che viaggiare ti ha fatto passare la voglia di viaggiare?”

No! Viaggiare ha cambiato il modo in cui vedo i luoghi in cui sono cresciuta, in meglio, molto meglio.

Viaggiamo per imparare ad ascoltare, senza limitarci a sentire.

Ho ricominciato a cercare luoghi da vedere nelle vicinanze di casa, montagne su cui lasciare pensieri e rifugi in cui strafogarmi di polenta, formaggio e tagliatelle fatte in casa. (Giusto per restare in forma insomma!). Viaggiare serve per imparare a vedere con occhi nuovi le cose che sono sempre state a due passi da noi. A scovare rifugi e a camminare negli stessi luoghi degli uomini della Grande Guerra. A lasciarsi incantare dai versi delle marmotte, come avresti fatto su una spiaggia asiatica con il verso dei gabbiani.

Ho cominciato a viaggiare a casa mia. A guardare le cose, con gli stessi occhi che userei in viaggio. Ancora vergini di abitudine, che sono in grado di “giudicare” un luogo “pazzesco”, come se fosse la scoperta del secolo.

Viaggiamo per imparare a vedere e non limitarci a guardare.

Dicono che viaggiare serva a ritrovare se stessi. Può essere, ma questa volta ho ritrovato casa mia. Ho ritrovato la bellezza nel passeggiare in montagna e ricordarmi quanto sono fortunata ad abitare in un paese di montagna. Anche se nella mia valle, la valle Camonica, non nevica più come un tempo, e neppure quanto vorrei io, è un posto pazzesco.

Amo i luoghi freddi, quelli con i boschi ricoperti di neve, quelli degli alberi incantati e dalle luci soffuse nelle case, questo non è cambiato. Non è cambiata la mia voglia di partire per la Lapponia anche domani, è solo cambiato il modo di vivere la quotidianità. Il regalo più grande forse, che un viaggio avrebbe mai potuto farmi.

Viaggiamo per imparare a vedere e non limitarci a guardare.

Qual è il regalo più bello che un viaggio ti abbia mai fatto? 

Anche tu credi che viaggiare insegna la differenza tra guardare e vedere? 

Lascia il tuo commento se ti va di condividere il tuo pensiero.

A presto!

Appunta l’articolo per dopo, Pinnalo!

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

6 Comments

    • Eleonora Ongaro

      Sì e molto probabilmente è una cosa che si affina con il tempo. All’inizio è qualcosa di superficiale, poi i viaggi iniziano a sconvolgerti, a lasciarti dentro emozioni difficili da rimuovere ed occhi nuovi, che non potrai più cambiare.
      Grazie del tuo commento, sono felice la pensi come me!
      A presto 😊
      Eleonora
      Sarà Perchè Viaggio

  • Kikkakonekka

    Io ho capito, dopo molti anni, che viaggio per “imparare”.
    Proprio così. Imparo cose nuove, scopro orizzonti che non conoscevo, visito città, musei, luoghi da cui traggo qualche insegnamento, e pure il cibo è una scoperta.
    Anche per questo motivo mi documento sempre bene prima di partire, per “capire” dove sono, e per non perdermi qualche meta che magari potrebbe interessarmi.

    • Eleonora Ongaro

      Hai proprio ragione! Il viaggio è uno dei modi più belli per imparare. Allargare i propri orizzonti e cercare di diventare la versione migliore di noi stessi.
      Anche io amo documentarmi e mi mangio le mani quando “tralascio” qualche tappa imperdibile.
      A presto e grazie del tuo passaggio ☺️
      Eleonora
      Sarà Perchè Viaggio

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