Tornare alle Isole Lofoten
EUROPA,  Lofoten,  Norvegia

Tornare alle isole Lofoten: quando l’amore sfida le distanze, il tempo e la logica

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Tornare alle isole Lofoten, non è stata una decisione presa alla leggera. Perchè? Perchè c’erano centinaia di luoghi che avrei voluto vedere prima di tornare in quelli già visti, ma questa volta, ho seguito il cuore..

Tornare in un luogo già visto, significava andare contro ad ogni senso. Andare contro ad ogni logica di questa Terra così grande e questa vita così breve. Ogni neurone nel mio cervello, si sforzava di trovare 1000 motivi +1, per convincere il cuore a non prendere un aereo per un luogo già visto.

Ma questo non era solo “un luogo”. Questo era “IL luogo”.

Per ovvi motivi, il cuore si è rifiutato. Dal primo istante. Si è rifiutato di scendere a compromessi. Si è rifiutato di seguire quella vocina che gli diceva: “Ehy tu, ma con tutti i posti da vedere che ci sono, non tornare in un luogo in cui sei già stato, daaaaaaiii!”. Proprio come un merluzzo avrebbe fatto, il cuore ha nuotato controcorrente. È tornato lì dove si è innamorato, sfidando distanze, tempo e logica (sperando, però, di non fare la stessa fine degli stoccafissi appesi ad essiccare proprio alle Lofoten….).

Le isole Lofoten, in Norvegia, sono state il mio primo viaggio al di sopra del Circolo Polare Artico. La mia prima (e molto probabilmente ultima) aurora boreale dall’aereo. La mia prima aurora boreale da terra, il giorno del mio compleanno, a Sakrisøy, con le gambe immerse fino ai fianchi nella neve, per raggiungere la cima della collinetta dove ci eravamo appostati “per vederla meglio”.

Senza quel viaggio, oggi probabilmente, non sarei qui. Non sarei qui ad amare follemente la Norvegia, la Lapponia ed ogni singola cosa che si trovi sopra il sessantaseiesimo parallelo Nord. E non sarei neppure qui adesso, in questo aeroporto con la scritta “Bodø” sul cartello luminoso di fronte a me, a scrivere queste parole di getto.

È davvero difficile da spiegare o descrivere cosa significhi per me tornare alle isole Lofoten, dove tutto è iniziato.

Ma quella delle Lofoten, non è stata una semplice cotta o un piccolo innamoramento.

Le Lofoten sono state un libro aperto, per me. Hanno fatto capire ai miei occhi, che ci si può emozionare davanti a tanta bellezza e che certi spettacoli, esistono davvero. Hanno fatto provare al mio cuore, che può battere alla stessa velocità con cui un fiocco di neve si posa a terra. Hanno fatto sentire a questo corpo, che la pace esiste e, per qualche individuo poco sano di mente, tipo me, non si trova per forza mentre si è sdraiati su un lettino sotto un sole cocente, bensì davanti ad un camino, con una tazza di thè tra le mani e le calze di lana ai piedi (non so perché, ma le calze di lana sono d’obbligo 🤣).

Appena scesa dall’aereo, mi sono sentita come fossi tornata a casa dopo un lungo viaggio. Un po’ come se avessi (ri)trovato il mio posto nel mondo e tornare proprio qui, alle isole Lofoten, è ciò che l’istinto e il cuore mi hanno suggerito di fare.

Perché scrivo tutto questo?

Scrivo questo per augurarti di fare “pazzie” e cercare il tuo posto nel mondo. Segui sempre il cuore, che quello no, non sbaglia mai. Sali su aerei già presi e sbattitene altamente delle puntine sulla mappa. Quella mappa che resta a casa, senza mai andare da nessuna parte. Le emozioni, invece no. Quelle ti accompagneranno per il resto dei tuoi giorni.

Con quest’augurio, (ri)comincia il mio viaggio alle Lofoten e non vedo l’ora di scrivere e raccontarti di loro..

Non sai da dove iniziare per organizzare il tuo viaggio alle Isole Lofoten? Parti da qui!

E tu, ci sei già stato? Hai provato anche tu queste emozioni in un lembo di terra, sparso nel mondo? Raccontamelo se ti va!

Appunta l’articolo per dopo, Pinnalo!

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

4 Comments

  • Chiara

    Bellissimo articolo. Credo che la tua “pazzia” racchiuda il vero spirito del viaggiare: non fare un segno di spunta in una lista di posti da vedere e avere l’ansia di non stare rispettando una tabella di marcia che farebbe girare come una trottola senza gustarsi niente, ma riuscire a fermarsi e a farsi coinvolgere dal luogo che si visita tanto da farselo entrare nel cuore.
    Buon viaggio!

    • Eleonora Ongaro

      Ciao Chiara! Innanzitutto devo ringraziarti, le tue parole mi hanno fatto estremo piacere. È verissimo quello che hai detto, ma delle volte capisco anche che sia difficile non voler correre da un luogo ad un altro per “vedere tutto”. Forse la differenza sta anche in questo: vedere e guardare, sono due cose ben diverse. E, forse, solo i luoghi che riusciamo davvero a guardare, ci possono entrare nel cuore.
      Buone feste!

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