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Notte polare non è vero che è sempre buio
Lapponia,  Svezia

Notte polare: non è sempre buio

Tempo di lettura: 3 minuti

Hai prenotato un viaggio oltre il Circolo Polare Artico, ma hai scoperto che proprio in quei giorni si verificherà il fenomeno della notte polare? Capisco la tua preoccupazione, ma non disperare! In quest’articolo voglio proprio sfatare i falsi miti su questo fenomeno e farti comprendere quanto tu non abbia nulla da temere. Anzi, ti insegnerò ad apprezzare le magiche notti artiche!

Preparati, perché alla fine di quest’articolo le tue preoccupazioni si trasformeranno in impazienza di partire!

Sei pronto? Perfetto, mettiamoci subito all’opera.

Quando il sole non sorge mai

Iniziamo immediatamente con chiarire il concetto di notte polare. La notte polare è quel periodo dell’anno in cui il sole non sale mai sopra l’orizzonte. Si verifica nei paesi oltre il Circolo Polare. L’inizio e la durata di questo fenomeno variano da un Paese all’altro. 

Ti basterà consultare gli orari di alba e tramonto della tua meta, per verificare quante ore di luce ci saranno nel periodo in cui andrai. Potresti imbatterti in una schermata simile a quella sotto: se le ore di luce sono pari a zero, significa che la notte polare è in corso.

Notte polare non è vero che è sempre buio
Fonte: juzaphoto.com

È come se fosse sempre notte?

Questa è l’idea più diffusa, ma la risposta è no! Il sole non sale mai sopra l’orizzonte, ma si avvicina molto ad esso permettendogli di illuminare, anche se in misura ridotta. È esattamente come la luminosità che precede un’alba o segue un tramonto: il sole non si vede, ma la luce si diffonde ugualmente.
Durante la notte polare il cielo assume colori fantastici, come rosa, porpora o addirittura viola, tanto da lasciar incantati. Ho avuto la fortuna di trovarmi nella Lapponia Svedese proprio durante la notte polare. Generalmente c’era un po’ di luce dalle 10 di mattina alle 2 del pomeriggio; il resto della giornata, invece, buio notte.

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Notte polare: il corpo non può ignorarla

Prima di partire per la Svezia, pensavo che sarebbe stato un gioco da ragazzi vivere prevalentemente nell’oscurità: “basta guardare spesso l’ora ed ignorare che è buio notte” pensavo. Il mio piano era così studiato: avrei ignorato l’oscurità ed avrei aiutato il mio corpo, semplicemente a livello mentale. Mi sbagliavo. Soprattutto nella parte in cui pensavo che sarebbe stato un dettaglio facilmente ignorabile.
Molto spesso capitava che dopo aver pranzato, iniziando a fare buio già dalle 2 del pomeriggio, iniziassi ad avere sonno come fosse sera inoltrata. Con il passare dei giorni, questa condizione, peggiorava sempre di più: anche guidare era diventato faticoso, ed il corpo sembrava come entrato in letargo.

La parte migliore della notte polare

In questo buio vanno un po’ a perdersi i ritmi scanditi dal giorno e dal Sole: il corpo si autoregola. Fame e sonno, soprattutto, subentrano quando non “dovrebbero”. Non lo reputo un aspetto negativo, anzi: in questo modo si ha l’opportunità di ascoltare meglio il proprio corpo e soddisfare i bisogni quando è necessario, e non quando decide l’orologio.

Un altro aspetto estremamente positivo è il senso di tranquillità e pace che si respira. Le luci soffuse nelle case, la candida neve ed i ritmi lenti. Durante la notte polare impari a prenderti cura di te stesso, a rispettare i tuoi ritmi e non quelli dettati dall’ora: tanto alle 3 del mattino o del pomeriggio c’è la stessa luce, quindi se hai sonno puoi concederti un pisolino!

Nelle notti di luna piena, la neve riflette la sua luce, e non avrai bisogno di una torcia per poter addentrarti nel nulla più totale: con la luna che ti protegge dall’alto, anche l’oscuro sembra meno tetro.

 

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

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