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Itinerario di viaggio Islanda
Islanda,  Itinerari di viaggio

Itinerario di viaggio Islanda: 8 giorni

Tempo di lettura: 11 minuti

GIORNO 1

Arrivo in aeroporto di Keflavík in serata e ritiro auto a noleggio.

Pernottamento: Mar Guesthouse – Grindavík. Alloggio con cucina. Circa 23 minuti in auto.

GIORNO 2

Il secondo giorno partiamo alla grandissima. Oggi visiteremo il Circolo d’oro, ed avremo così un assaggio di ciò che ammireremo in questo viaggio. 

Che cos’è il Circolo d’oro? 

Il Circolo d’oro è una delle mete più gettonate dai turisti, perché a poca distanza dalla capitale, Reykjavik, è possibile visitare tre importanti attrazioni: il parco nazionale di Thingvellir, il geyser di Geysir e la cascata di Gullfoss. 

Partenza ore 07.00 per Parco Nazionale di Thingvellir (arrivo ore 08.30 circa). Il parco è ora inserito sulla lista dei patrimoni dell’umanità dell’Unesco. È uno dei più conosciuti parchi naturali dell’Islanda, molto apprezzato per i suoi spettacolari geyser e per la sua notevole bellezza paesaggistica. Sorge in un punto di grande interesse geologico, sulla fossa tettonica islandese: si tratta del punto in cui la zolla americana e quella europea si allontanano l’una dall’altra. Nel parco si trova anche il lago più grande del paese.

Seguendo le indicazioni si arriva direttamente al parcheggio (a pagamento) e dopo pochi passi, ci si trova proprio nel parco. Qui è possibile assistere ad un’alba mozzafiato ed attraversare la suggestiva passerella che divide le 2 placche tettoniche.

Per raggiungere la prossima meta è necessario salire nuovamente in auto e dopo circa mezz’ora si potrà assistere a uno dei fenomeni più singolari dell’isola: la zona delle sorgenti eruttanti di Geysir.

Nella valle di Haukadalur sono presenti molti geyser, ma il più famoso è Geysir, dal quale prendono il nome tutti i geyser. Appena scesi dall’auto, si inizia a sentire un fortissimo odore di zolfo. Ammirando Strokkur eruttare si prova una sensazione magica: un geyser più piccolo rispetto a Geysir, ma comunque pazzesco.

E Geysir? Geysir, un tempo eruttava getti d’acqua alti fino ad 80 metri. Perché parlo al passato? Perché oggi non erutta più. I turisti avevano l’abitudine di gettare delle pietre al suo interno, per cercare di farlo eruttare in loro presenza. A causa dell’enorme quantità di pietre gettate al suo interno, oggi, purtroppo, non erutta più. Strokkur, erutta invece regolarmente ogni 4-8 minuti.

Una decina di chilometri dopo Geysir, arriviamo alla terza ed ultima tappa del circolo d’oro: una delle cascate più belle ed imponenti d’Islanda. Gullfoss, la cascata d’oro (Gull = oro, foss = cascata).

È una cascata formata da due salti che scompaiono in un canyon stretto e profondo. Senza dubbio una delle cascate più impressionanti. Il doppio salto, visibile da due diverse postazioni, ed il colore dell’acqua, la rendono uno spettacolo della natura.

Ci si accede da un ampio parcheggio che la sovrasta, e da una piccola scalinata per nulla impegnativa. Qui il vento può essere molto forte, tanto da sollevare i pezzi di neve ghiacciati ed utilizzarli come delle fruste sul viso. Seguendo il percorso ci si può fermare ad ammirare, ma soprattutto ascoltare, la potenza dell’acqua.

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Nel primo pomeriggio (circa le 13:00) si parte in direzione di Vík, il paese in cui trascorreremo la notte. Sul percorso si incontrano due bellissime cascate: Seljalandsfoss e Skógafoss. Le loro dimensioni non sono neanche minimamente paragonabili a quelle di Gullfoss, ma restano comunque due luoghi molto piacevoli.

Il parcheggio (a pagamento) di entrambe le cascate è facilmente visibile dalla strada. Si percorre poi un piccolo sentiero, ed immediatamente la cascata compare davanti agli occhi.
Le due cascate distano circa mezz’ora in auto. In questo tragitto è possibile notare altre cascate (meno famose) proprio dall’auto.  

Se il vento è forte, stare sotto la cascata è un po’ come essere sotto la doccia.

Alcune zone potrebbero essere delimitate dal cartello CLOSED, a causa della pericolosità causata dalla possibile caduta di grandi pezzi di ghiaccio. Non bisogna mai sottovalutare il pericolo, soprattutto se è ben segnalato.

Pernottamento: Einarsstadir Homestay – Víkurbraut 30a, 870 Vík, Islanda. Alloggio con cucina. Circa 30 minuti d’auto da Sgògafoss.

GIORNO 3

Partenza ore 07.00 da Einarsstadir Homestay, in direzione del grande promontorio di Dyrholaey, santuario degli uccelli marini. Il luogo offre magnifici scenari tra l’oceano e le spiagge laviche nere.

Ci si dirige poi verso Reynisfjara: una delle principali attrazioni dell’Islanda, una spiaggia nera unica al mondo. Questi due luoghi sono vicinissimi (dal promontorio di vede la spiaggia e viceversa), ma per arrivare proprio sulla spiaggia è necessario utilizzare l’auto. Consiglio di arrivare presto al mattino, e trascorrere sul promontorio di Dyrholaey e Reynisfjara tutta la mattinata fino alle 12:00.  Il panorama che si vede raggiungendo la spiaggia è a dir poco mozzafiato: dalla nebbia emergono due maestosi faraglioni che poi si gettano nel mare.

Davanti a tutto ciò, però, le parole non servono. Non posso negare che questa è stata una delle mie preferite mete islandesi, forse proprio a causa del senso di pace provato davanti a quell’immensità.

Circa alle 12:00 si torna in auto in direzione del ghiacciaio Svínafellsjökull. Seguendo le indicazioni si giunge davanti ad una stradina sterrata che può sembrare non troppo affidabile, ma non c`è pericolo! Con un Dacia 4×4 siamo riusciti a passare quando era completamente ghiacciata. Si arriva poi in questa piccola piazzola in cui parcheggiare l’auto, e dopo pochi passi, si giunge proprio ai piedi del ghiacciaio.

Qui il silenzio è assordante. Ci si può avvicinare molto al ghiacciaio, e notare che è incredibilmente blu. La domanda sorge spontanea: l’acqua è trasparente, ma allora perché il ghiacciaio è blu? Il colore azzurro intenso dei ghiacciai dipende dal fatto che la neve che si deposita sulla superficie, e poi solidifica, contiene molti spazi pieni di aria. Quando il ghiacciaio si muove, l’aria si libera modificando la struttura dei cristalli, che diventano blu. Niente male vero?

Alla fine della giornata arriviamo alla meravigliosa Laguna Glaciale Jökulsarlon. Moltissimi iceberg galleggiano in questa laguna creata dallo scioglimento del ghiaccio del Vatnajökull creando un paesaggio surreale.

Questi iceberg scendono sempre di più verso il mare, fino a raggiungerlo. Dopodiché le onde riportano questi pezzi di ghiaccio a riva, formando la Diamond Beach. Una spiaggia nera completamente ricoperta da pezzi di ghiaccio, che sembrano proprio dei diamanti, formando un paesaggio mozzafiato. Ancora più speciale sarà lo spettacolo, se avrai la fortuna di essere lì in una bella giornata: i raggi del sole illumineranno i pezzi di ghiaccio, facendoli brillare proprio come diamanti.

Pernottamento: Reynivellir – Reynivellir 2, 781 Gerdi, Islanda – Con cucina. Circa 15 minuti d’auto dalla laguna glaciale.

GIORNO 4

Prima della partenza per questo viaggio in Islanda, consiglio vivamente di prenotare un’escursione all’interno delle caverne di ghiaccio. È possibile prenotare direttamente da questo sito. La fascia oraria migliore, secondo me, è la prima disponibile al mattino. Giusto in tempo per essere lì all’alba. In questa fascia oraria i raggi del sole illuminano le grotte di un blu brillante; inoltre sarà anche utile per evitare che siano troppo affollate.

Se avete optato per questa opzione, al mattino si torna ancora una volta alla laguna glaciale. Questa volta però, per salire su un mezzo con le ruote giganti, ed iniziare la visita guidata dentro le caverne di ghiaccio.

Arrivati ai piedi del ghiacciaio, vi verranno forniti caschi di protezione e ramponi, per poi entrare in questa bellissima grotta. Inizialmente sembra essere un po’ buia, ma appena i raggi del sole passano attraverso il ghiaccio, creano uno spettacolo unico. Il ghiaccio si tinge di un azzurro brillante e la caverna si illumina. Ogni anno si formano delle caverne differenti.

Finita la visita all’interno delle grotte (indicativamente per le 12:00 se avrete optato per la prima visita del mattino), si parte in direzione Myvatn. Inizialmente si ammirerà il grande ghiacciaio e poi inizieranno i bellissimi fiordi dell’Est. Si passa poi per alcuni villaggi situati in riva al mare, dove l’attività principale è la pesca. La strada è come un luna park per chi ama guidare: ripide salite ed altrettante discese, strade infinite e perfette, senza neanche un buco, in cui viaggi tranquillamente a 130 km/h (attenzione all’attraversamento renne però!).

Si prosegue fino al villaggio più importante dell’est, Egilsstaðir. Consiglio di passare qui la notte, in caso di tempo avverso per viaggiare.
C`è la possibilità di percorrere la strada costiera lungo tutti i fiordi o di accorciarla in alcuni punti. Se invece avrete la fortuna di trovare una bella giornata, arriverete entro sera a Myvatn. Qui si incontreranno molte meno persone, ed il clima sarà più fresco.

Dopo un viaggio stupendo, ma estenuante, ci si dirige all’Hotel scelto per la notte. Hotel? Si ragazzi, ho proprio detto Hotel! Avremmo potuto scegliere l’ennesima guest house, ma a questo punto del viaggio ce lo meritiamo tutto!

Pernottamento: Laxá Hótel, Olnbogaás, 660 Mývatn, Islanda – CON CHIAMATA IN CAMERA IN CASO DI AVVISTAMENTO AURORA BOREALE. Cosa chiedere di più?

GIORNO 5

Ore 08.00 si parte in direzione di 2 cascate: Dettifoss e Sellfoss. Dettifoss vuol dire “cascata dell’acqua che rovina”, ed in effetti è abbastanza impressionante: alta 44 metri, larga oltre 100 metri. Queste cascate nascono consecutivamente l’una dall’altra. In questa zona il vento può essere davvero molto forte, tanto da faticare a raggiungerle. Qui si ha una forte testimonianza della forza della natura e dell’acqua.

Nel primo pomeriggio si parte poi in direzione di Ásbyrgi, il Rifugio degli Dei, che è un canyon lungo 3,5 km, e largo 1,1 km, circondato da maestose mura di roccia alte 100 m.

Il percorso porta poi attorno alla penisola di Tjörnes, una delle località geologiche più conosciute del paese. Strati di conchiglie fossili e lignite possono essere trovati sulle scogliere costiere. Colonie di pulcinelle di mare e altri uccelli marini nidificano sulle scogliere lungo la costa orientale.

Pernottamento: Laxá Hótel, Olnbogaás, 660 Mývatn (Seconda notte)

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GIORNO 6

Si parte alle 08.00 in direzione di Goðafoss (circa mezz`ora di auto dall’hotel): una delle cascate più note e spettacolari d’Islanda. Goðafoss in islandese significa cascata degli Dei. 

Qui si viene catapultati in uno scenario magico, a tratti fiabesco, assolutamente vichingo, incontaminato e pacifico. Si può parcheggiare a pochi passi dalla cascata, e in questo caso non si deve pagare nulla. È anche possibile ammirare la cascata sia alla sua destra, in questo caso da una terrazza, che alla sua sinistra, stando molto vicini all’acqua. Come inizio giornata non si potrebbe chiedere di meglio.. ma non è finita qui!

Da Goðafoss torniamo verso Myvatn in mattinata e ci dirigiamo verso Hverir: la Terra che fuma, cioè un’area sulfurea compresa nell’area geotermale del vulcano Krafla. 
Scendendo dall’automobile si comincia a camminare tra i vari fumi e crateri dei piccoli vulcani sparsi per il campo. Alcuni cartelli avvertono del rischio di scottarsi, perché i fanghi ed il vapore raggiungono gli 80/100 gradi centigradi. Considerando che non credo abbiate tanta voglia di sciogliere le scarpe, seguite il percorso ed evitate le zone transennate.
Questo è un vero spettacolo di acqua e fanghi che ribollono e terra che fuma.

Camminando in questa terra, però, sarà molto facile sporcarsi di fango le scarpe e anche i pantaloni, quindi vi consiglio di portare un cambio per la giornata.

Entro sera lasceremo Myvatn, quindi consiglio di assaporare tutto ciò che questo posto incantato ha ancora da offrire. Approfitta quindi per immergerti negli imperdibili Myvatn Nature Baths. Distano solo 5 minuti dalla zona di Hverir. L`orario ideale per l’ingresso è quello delle 12:00 – 13:00, in cui i bagni saranno meno affollati.

La laguna è una costruzione artificiale, il suo fondo è coperto da sabbia e ghiaia. Le caratteristiche dell’acqua sono uniche. Contiene una grande quantità di minerali, è alcalina e ben si adatta alla balneazione. L’acqua geotermica in Islanda di solito contiene un pò di zolfo. Pertanto è necessario evitare di portare gioielli in ottone o argento nell’acqua. Lo zolfo, tuttavia, è considerato avere un effetto positivo sull’asma e altre malattie respiratorie. Dopo aver superato lo shock di passare in costume dagli spogliatoi all’acqua bollente, ci si rende conto che si sta benissimo, ma il vento tipicamente islandese potrebbe non abbandonarvi. Il trucco è semplicemente quello di non bagnarsi dal mento in su! Buon relax..

Nel pomeriggio si può fare un’ultima cosa prima di lasciare Myvatn: salire sul vulcano Hverfjall. Seguendo le indicazioni si arriva ad un parcheggio. La maggior parte della persone si ferma lì vedendo il proseguire del percorso roccioso e ostico, ma ci si può avvicinare ancora di più, fino ad arrivare proprio ai piedi del vulcano. Arrivati ai piedi del cratere ci si trova davanti ad un sentiero che conduce verso la cima. Una salita non troppo impegnativa, ripida ma breve. Una volta sopra si ha la possibilità di camminare intorno al cratere in tutta la sua circonferenza. Uno spettacolo garantito! Abbandoniamo ora Myvatn e ci dirigiamo verso Akureyri. La sera si può approfittare per, ovviamente, andare a caccia d’aurora boreale, allontanandosi leggermente dalla città.

Pernottamento: TOWN SQUARE Guesthouse – Radhustorg 3, Apartment 300, 600 Akureyri, Islanda. Con cucina.

GIORNO 7

Al mattino visitiamo a scelta quello che Akureyri ha da offrire. Akureyri è una città alle pendici del fiordo Eyjafjörður, in Islanda settentrionale. Nel centro si erge la chiesa. Il piazzale offre vedute sul fiordo. Nelle vicinanze il museo d’arte di Akureyri espone opere contemporanee, non solo islandesi. A sud si trova il giardino botanico, che custodisce esemplari provenienti da tutta l’Islanda.

Le mostre del vicino Museo di Akureyri raccontano la storia del posto attraverso i secoli, dal periodo dei vichinghi fino a oggi. La zona boscosa di Kjarnaskógur, a sud, offre sentieri, parco giochi, aree picnic e un capanno mimetizzato per il birdwatching. A ovest della città si trova Hlíðarfjall, una delle maggiori località sciistiche in Islanda, con percorsi per sci di fondo e piste in pendenza.

Nel primo pomeriggio si parte poi verso Grundarfjörður (circa 5 ore di auto). Grundarfjörður è un comune islandese della regione di Vesturland. La vicina montagna Kirkjufell forma una piccola penisola.

Pernottamento: Hamrahlíð 9 Guesthouse, Hamrahlíð 9, 350 Grundarfjordur, Islanda

GIORNO 8

Al mattino si parte in direzione di Deildartunguhver, la sorgente geotermica più potente del mondo. Qui vediamo anche le cascate di Hraunfossar e Barnafoss che si formano in un campo di lava: uno spettacolo davvero unico.

Si giunge poi a Reykjavik per cena, visite o acquisti.

Pernottamento: Mar Guesthouse – Hafnargata 28, Grindavík, 240, Islanda. Alloggio con cucina. Circa 50 min. in auto da Reykjavik.

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

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