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Diario di viaggio Islanda

ISLANDA Diario di viaggio – Giorno 2

Tempo di lettura: 4 minuti

Continuiamo il nostro viaggio in Islanda. Usciamo dalla porta e ci rendiamo conto che il brutto tempo di ieri notte in realtà era pioggia! La maggior parte della neve si è quindi sciolta: un’ottima notizia perché ciò significa strade completamente pulite (a meno che ghiaccino)!

Con questa (forse) bella notizia partiamo in direzione del promontorio di Dyrholaey che dista circa mezz’ora d’auto da Vík.

Il promontorio di Dyrholaey

Arriviamo al parcheggio del promontorio (da questo momento in poi tutti i parcheggi sono gratuiti).
Da qui non si vede assolutamente nulla!

Trepidante, mi incammino verso un punto più alto per vedere.
Ecco l’idea geniale della giornata: “Perché seguire il sentiero quando posso camminare sulla neve facendo meno strada?” Piccolo dettaglio: la neve rimasta è zuppa d’acqua. Quindi se sarete furbi come me da correrci dentro, sappiate che al secondo passo resterete impantanati ed inizierete a sprofondare tipo sabbie mobili. Dopo un piccolo aiuto per l’estrazione dalle “nevi mobili” arrivo anche io sulla cima.

Il panorama che si presenta davanti ai miei occhi è a dir poco mozzafiato: dalla nebbia emergono due maestosi faraglioni che poi si gettano nell’immensità del mare. Restiamo lì ad osservare il mare e le onde che con forza si infrangono a riva, incantati. Da quì vediamo il mare sotto di noi e possiamo ammirare la bellezza, e a dir la verità, anche un po’ la stranezza, della sabbia nera, che crea uno sfondo quasi fantascientifico.

Davanti a tutto ciò, però, le parole non bastano. Non posso negare che questa è la meta islandese che ho preferito finora, forse a causa del senso di pace provato davanti a quell’immensità̀.

Reynisfjara, la spiaggia nera

A metà mattina ci dirigiamo verso Reynisfjara: una delle principali attrazioni dell’Islanda, una spiaggia nera unica al mondo. Questi due luoghi sono vicinissimi (dal promontorio si vede la spiaggia e viceversa), ma per arrivare proprio sulla spiaggia è necessario utilizzare l’auto.
Proprio perché Reynisfjara è una delle principali attrazioni, è colma di persone. Qui il vento è molto forte e le onde si infrangono rovinosamente sulla spiaggia, rischiando di travolgerci.

 

Durante il nostro secondo giorno in Islanda, non abbiamo ancora capito se alcuni luoghi sono più ventosi di altri, oppure se il vento al mattino non c’è e poi inizia di colpo, senza andarsene per tutta la giornata. Non so! Resta il fatto che su questa spiaggia il vento è davvero molto forte!

Dopo aver raccolto della sabbia nera per la nostra collezione di bottiglie, lasciamo (a malincuore) questo luogo apocalittico.

Svartifoss, la cascata nera

Per le 13:00 arriviamo al parcheggio dal quale poi avremmo imboccato il sentiero per la cascata nera.
Qui capisco l’errore colossale che ho fatto a non comprare i ramponi per il ghiaccio (acquistabili a 20 euro su Amazon): il sentiero è una lastra di ghiaccio unica, probabilmente a causa della pioggia di ieri sera. Decido quindi di entrare nel negozio di souvenir vicino al parcheggio. Per un paio di ramponi chiedevano la modica cifra di 80 euro. Mentre cerco di capire se è il caso acquistarli o meno, inizia a piovere molto forte. Decidiamo quindi di saltare la visita a Svartifoss.

Proviamo ugualmente, però, a fare una passeggiata nei dintorni, restando abbastanza vicini all’auto, in caso il tempo peggiori. Passiamo 2 piccoli ponticelli, sotto i quali scorre l’acqua della cascata Svartifoss e scattiamo qualche foto. Un istante dopo, i ponti vengono sommersi completamente dall’acqua.
Se fossimo stati qualche metro più in là, ci avrebbe travolto di sicuro!! Probabilmente si era appena staccato un grosso pezzo di ghiaccio proprio dalla cascata, forse ancora a causa della pioggia.

Decidiamo quindi di tornare in auto ed avvicinarci al ghiacciaio che vediamo in lontananza.

Il ghiacciaio: Svínafellsjökull

Siamo un po’ indecisi se avvicinarci al ghiacciaio perché la strada è in discesa e totalmente ricoperta di ghiaccio. Improvvisamente, però, passano delle auto, e indovinate un po’? Decidiamo di seguirle! E abbiamo fatto bene perché siamo arrivati senza alcun tipo di problema con il Dacia 4×4.

Arriviamo in questa piccola piazzola e dopo pochi passi siamo esattamente ai piedi del ghiacciaio. Il silenzio è assordante. Ci avviciniamo molto al ghiacciaio, e constatiamo che è incredibilmente blu.

Qui la domanda sorge spontanea: l’acqua è trasparente, ma allora perché il Svínafellsjökull è blu?

Il colore azzurro intenso dei ghiacciai dipende dal fatto che la neve che si deposita sulla superficie, e poi solidifica, contiene molti spazi pieni di aria. Quando il ghiacciaio si muove, l’aria si libera modificando la struttura dei cristalli, che diventano blu.

Un fuori programma per niente male, con lezione di scienze annessa!

Laguna Glaciale Jökulsarlon

Alla fine della giornata arriviamo alla meravigliosa Laguna Glaciale Jökulsarlon. Moltissimi iceberg galleggiano in questa laguna creata dallo scioglimento del ghiaccio del Vatnajökull creando un paesaggio surreale.
Mentre osserviamo gli iceberg spostarsi, improvvisamente spuntano 2 testine dall’acqua: 2 foche, ovviamente un po’ diffidenti.
Questi iceberg scendono sempre di più verso il mare, fino a raggiungerlo. Dopodiché le onde riportano questi pezzi di ghiaccio a riva, formando la Diamond Beach: una spiaggia nera completamente ricoperta da pezzi di ghiaccio, che sembrano proprio dei diamanti. Pazzesco!

Un assaggio d’aurora

Dopo aver trascorso il tramonto alla Laguna Glaciale Jökulsarlon, partiamo in direzione della Guest House. Fortunatamente siamo riusciti a prenotarne una abbastanza vicina alla laguna, quindi dopo esserci rifocillati, partiamo di nuovo a caccia d’aurora boreale.

Torniamo alla laguna glaciale, ma il cielo è quasi completamente coperto. Attendiamo intravedendo ogni tanto qualche piccola macchiolina verde.

Poi, per un istante, una fetta di cielo si apre, e ci lascia ammirare l’aurora. Di colpo, la laguna si tinge anch’essa di verde, lasciandoci, ancora una volta, a bocca aperta!!

Islanda 2 – Noi 1 💪 

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

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