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Diario di viaggio Islanda

ISLANDA Diario di viaggio – Giorno 1

Tempo di lettura: 6 minuti

Ore 06:30 la sveglia suona. Inizia ufficialmente il nostro viaggio in Islanda. Apro gli occhi e mi sento stranamente carica e riposata. Il viaggio di ieri mi ha veramente spossato, ma ora sono prontissima per iniziare quest’avventura.

Chiudiamo la valigia, la prima di tante volte. Carichiamo i bagagli e si parte: direzione? La prima delle 3 tappe del Circolo d’oro: il parco nazionale di Thingvellir. Il parco dista circa un’ora e mezza da Grindavík, dunque l’arrivo previsto sarà per le 08:30.

Alle 07:00 siamo già in auto. Subito ci rendiamo conto che il buio della sera precedente non ci ha abbandonato, anzi: la città sembra ancora addormentata e noi sembriamo gli unici pazzi che si sono svegliati così presto. Non ci facciamo troppe domande e continuiamo sulla nostra strada. Ieri sera ha nevicato, quindi sulla strada troviamo un po’ neve, ma la guida prosegue tranquilla con il Dacia 4×4 che abbiamo noleggiato.

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Mentre siamo in auto anche il sole inizia, lentamente, a sorgere. Questo ci permette di vedere per la prima volta il paesaggio che ci circonda, per noi completamente sconosciuto fino a questo momento. Davanti a noi una strada a 2 corsie non illuminata e per lo più dritta, che sembra proseguire verso l’infinito, la Hringvegur. Ai lati della strada distese immense ricoperte di neve.        

Ci rendiamo conto di quanto siamo privilegiati a poter ammirare l’alba islandese. Ma quest’alba ha qualcosa di strano: mentre il nostro viaggio prosegue, il sole non è ancora spuntato; questo è causato dalla bassa latitudine in cui l’Islanda si trova: il sole resta vicino all’orizzonte per molto tempo prima di sorgere o tramontare completamente, dunque il cielo si illumina molto tempo prima che il sole spunti nel cielo, ed anche una volta tramontato, la luce che resta regala spettacoli mozzafiato.

Lo stesso che ci ha regalato stamattina.

Il Parco Nazionale di Thingvellir

Arriviamo al Parco Nazionale di Thingvellir. Questo parco è uno dei più conosciuti d’Islanda, molto apprezzato per la sua notevole bellezza paesaggistica. Sorge in un punto di grande interesse geologico, sulla fossa tettonica islandese: si tratta del punto in cui la zolla americana e quella europea si allontanano l’una dall’altra. Nel parco si trova anche il lago più grande del paese.

Siamo nel parcheggio del parco: alcuni cartelli indicano che il parcheggio è a pagamento, ma essendo completamente vuoto lasciamo l’auto davanti all’ingresso. Siamo solo noi e un’altra coppia. Appena arrivati il sole non è ancora sorto, ma pochi minuti dopo inizia uno spettacolo mozzafiato: il cielo inizia a tingersi di rosa e l’acqua ne riflette l’immensa bellezza.

Alba al parco di Thingvellir

Di colpo ci rendiamo conto che NON SIAMO PIÙ SOLI: il parcheggio si è riempito di pullman e tutti i passeggeri stanno per entrare nel parco. Decidiamo, allora, di imboccare il percorso che porta nella spaccatura tra le 2 placche tettoniche. Da una parte la placca tettonica europea e dall’altra quella americana e noi siamo esattamente nel mezzo. Mentre si percorre quella strada, le sensazioni sono veramente immense: riesci a percepire la grandezza di Madre Natura e cerchi di goderti al massimo il preciso istante in cui sei nel mezzo.

Visitando la prima tappa del nostro viaggio in Islanda, rimaniamo già a bocca aperta. Nonostante ciò, cerchiamo di non perdere troppo tempo e saliamo in auto: direzione sorgenti eruttanti.

Sul nostro percorso incontriamo un fenomeno per noi particolare, ma abbastanza frequente in Islanda: le raffiche di vento spostano orizzontalmente la neve fresca e creano un disegno sulla strada davanti a noi. Restiamo ad ammirarlo affascinati. Ripartiamo, poi, verso la prossima tappa, con una novità: la guida in Islanda è difficile e faticosa a causa delle forti raffiche di vento. È molto importante tenere saldo lo sterzo, per non finire fuori strada.

Mentre proseguiamo il nostro viaggio in Islanda, ci confrontiamo un po’ sulle aspettative che ci siamo creati rispetto invece alla piccola realtà che abbiamo appena potuto constatare nel parco: nessuno dei due aveva idea che ci fossero COSÌ TANTE PERSONE. Pensavamo di andare in un luogo ancora poco toccato dal turismo di massa, ma ci sbagliavamo di grosso. Questa è stata un po’ una delusione, ma ci ha fatto capire che se vogliamo avere “l’esclusiva” di alcuni posti, dobbiamo essere i primi ad arrivare al mattino.

Geysir

Arriviamo al parcheggio (gratuito) per i geyser. Nella valle di Haukadalur sono presenti molti geyser, ma il più famoso è Geysir, dal quale prendono il nome tutti i geyser.
Appena scesi dall’auto, iniziamo a sentire un fortissimo odore di zolfo: capiamo immediatamente di essere nel posto giusto! Attraversiamo la strada, e subito incontriamo un piccolo rigagnolo che scorre con acqua calda. Intorno ad esso, infatti, la neve è completamente sciolta. Continuiamo a seguire il percorso e alla nostra sinistra troviamo una pozza d’acqua che ribolle.

Ancora più magico, però, è ammirare Strokkur eruttare: un geyser più piccolo rispetto a Geysir, ma comunque pazzesco.

E Geysir?  Geysir, un tempo eruttava getti d’acqua alti fino ad 80 metri.

Perché parlo al passato? Perché oggi non erutta più. I turisti avevano l’abitudine di gettare delle pietre al suo interno, per cercare di farlo eruttare in loro presenza. A causa dell’enorme quantità di pietre gettate al suo interno, oggi, purtroppo, non erutta più. Strokkur, erutta invece regolarmente ogni 4-8 minuti.

Dopo aver mangiato una zuppa nel ristoro vicino al parcheggio dei geyser (per la modica cifra di circa 15€) saliamo nuovamente in auto verso la prossima tappa del nostro viaggio in Islanda.

Gullfoss, la cascata d’oro

Una decina di chilometri dopo Geysir, arriviamo alla terza ed ultima tappa del circolo d’oro: una delle cascate più belle ed imponenti d’Islanda. Gullfoss, la cascata d’oro (Gull = oro, foss = cascata).
È una cascata formata da due salti che scompaiono in un canyon stretto e profondo. Senza dubbio una delle cascate PIÙ IMPRESSIONANTI. Il doppio salto, visibile da due diverse postazioni, ed il colore dell’acqua, la rendono uno spettacolo della natura.

Ci si accede da un ampio parcheggio (anche questo gratuito) che la sovrasta, e da una piccola scalinata per nulla impegnativa. Qui il vento è molto forte, tanto da sollevare i pezzi di neve ghiacciati ed utilizzarli come delle fruste sul viso. Aggrappandoci al corrimano, seguiamo il percorso, fermandoci ad ammirare, ma soprattutto ascoltare, la potenza dell’acqua.

Gullfoss

Terminata la visita delle 3 attrazioni del Circolo d’Oro in mezza giornata, partiamo in direzione di Vík, un paesino dove passeremo la notte.

Le cascate Seljalandsfoss e Skógafoss

Sul nostro percorso incontriamo 2 bellissime cascate: Seljalandsfoss e Skógafoss. Le loro dimensioni non sono neanche minimamente paragonabili a quelle di Gullfoss, ma restano comunque 2 luoghi molto piacevoli.

Il parcheggio di entrambe le cascate (in questo caso a pagamento) è facilmente visibile dalla strada. Si percorre poi un piccolo sentiero, ed immediatamente la cascata compare davanti agli occhi. Il vento è forte, e stare sotto la cascata è un po’ come essere sotto la doccia. Consiglio di portare con se una giacca antipioggia.

 

Seljalandsfoss

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Mentre cerchiamo di scattare qualche foto (cosa non troppo facile a causa dell’acqua), cadono molti pezzi di ghiaccio: capiamo immediatamente perché alcune zone sono delimitate dal cartello CLOSED. Non bisogna mai sottovalutare il pericolo, soprattutto in questi casi, quando è ben segnalato.

Il cielo sopra di noi non sembra promettere nulla di positivo, dunque saliamo di nuovo in auto, verso Vík.

Il viaggio verso Vík

Mentre ci dirigiamo verso Vìk, il meteo peggiora sempre di più. Guidare è veramente faticoso a causa delle forti sferzate di vento. Quando si incrocia un camion nell’altra carreggiata bisogna tenere ben saldo lo sterzo, altrimenti si rischia di finire fuori strada a causa della scia d’aria che lascia.

Probabilmente, però, essere alla guida di un pullman deve essere molto più faticoso.
Infatti… poco dopo… ci bloccano a causa di un incidente.

Un pullman è stato buttato fuori strada dalle forti raffiche di vento e riportarlo sulla carreggiata non è stata un’impresa facile, neanche per gli Islandesi!

Abbiamo aspettato a lungo in macchina e mentre eravamo a bordo, il VENTO CI SCUOTEVA L’AUTO!! Pensavo avremmo fatto la stessa fine del Bus anche noi, ma per fortuna siamo arrivati a Vìk (un po’ in ritardo) sani e salvi.

Dopo cena il meteo non sembra migliorare, proviamo lo stesso ad uscire a caccia d’aurora, ma anche per stasera niente da fare purtroppo.

Siamo un pò delusi, soprattutto perché le previsioni dicevano che il cielo sarebbe stato sereno. Andrà sicuramente meglio domani (o almeno spero!!).

 

ISLANDA 2 – NOI 0.

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Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio. Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

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