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Linapacan l'escursione che pochi conoscono a Palawan
Filippine

Linapacan tour: l’escursione che pochi conoscono

Tempo di lettura: 6 minuti

Sei impaziente di preparare la valigia e non passa giorno in cui non immagini il momento in cui finalmente sarai in aeroporto, con la faccia di un bambino il giorno di Natale, a farti film mentali su cosa succederà durante il tuo viaggio alle Filippine. Ti sei addirittura già fatto un’idea di cosa aspettarti e hai persino attuato i miei consigli pratici.
Ottimo lavoro! Adesso però, hai come una pulce nell’orecchio che ti suggerisce di cercare un’escursione poco convenzionale. Si, perché il tuo animo avventuriero non ha intenzione di riposare neanche questa volta. Hai cercato su molti siti, ma non hai trovato ciò che cercavi. Poi sei incappato qui. Ecco, sappi che ho proprio ciò che fa per te! Che altro stiamo aspettando insomma? Dedicati alla lettura dei prossimi paragrafi per scoprire cos’ho in serbo per te.

Visita Linapacan

L’escursione poco nota per eccellenza a Palawan, è il Linapacan tour.
Prima di tutto: dov’è e che cos’è Linapacan? Linapacan è un insieme di 52 isole a dir poco paradisiache, per la maggior parte deserte, situate tra El Nido e Coron. Un luogo incontaminato, lontano dal turismo di massa, immerso nella natura e in una delle acque più limpide al mondo.
Si, lo so che uno come te solo a leggere “lontano dal turismo di massa”, si è già emozionato! Tranquillo, ora ti spiego esattamente come fare per visitare questo luogo che, descritto così, potrebbe essere solo un miraggio.

Insomma, andiamo alla parte pratica. Come fare?
Esistono alcuni traghetti che ti portano a visitare Linapacan, ma se hai un budget più elevato, la cosa da fare è sicuramente prenotare un tour di 2 o 3 giorni con Lagum Adventure. Io ho fatto il tour di 2 giorni e una notte proprio con questa compagnia.

Linapacan tour 2 giorni e 1 notte

Linapacan escursione

Con Nacpan Beach inizia ufficialmente il tour di 2 giorni a Linapacan! Devo ammetterlo: avere un’isola tutta per se, non è per niente male (ma anche solo una spiaggia, è vero): puoi stare lì all’ombra di una palma o sdraiata su una barca a riflettere il sole, mentre Danny ti riempie di foto. Esatto, hai capito bene! Dopo averci portato alla prima meta del tour, la guida, ci ha chiesto la macchina fotografica per farci delle foto: è bastato fargli i complimenti per gli scatti, per fare in modo che si esaltasse e non volesse più smettere. “One more, one more” diceva. Dopo qualche foto, però, la parola d’ordine è godersi l’isola paradisiaca.

La permanenza media è di mezz’ora/un’ora per spiaggia, ma molto dipende dalle condizioni del mare: se le condizioni non sono buone, è più difficile navigare e quindi si diminuisce il tempo di permanenza sulle isole.

Il pranzo viene servito in barca. Un po’ come nei film: inutile dirti che il panorama non vale quanto un ristorante di lusso. Tutto viene cucinato a bordo: dal pollo, al pesce, alla carne di maiale. Accompagnato con l’immancabile riso, frutta, di solito manghi e banane, e verdura.

Il primo giorno si nuota: scende anche la guida a fare snorkeling con te. Seguendola potrai vedere le aree migliori della barriera corallina. Anche i nuotatori meno esperti potranno godere dello spettacolo di Madre Natura, indossando i giubbotti di salvataggio

Il pernottamento

Arriviamo ad Iloc Island per il tramonto. Decidiamo di salire sulla nostra casa sull’albero per darci una rinfrescata e togliere la salsedine di dosso, per poi scendere in spiaggia a godere dello spettacolo del cielo tinto di arancione.
Esattamente come suggerito da Danny: “Fate una doccia e poi scendete in spiaggia”. Ok, perfetto.

Non credevo che avrei dormito in un hotel di lusso, ma non immaginavo nulla di quello che stavo per scoprire! La camera aveva un letto piccolissimo e le lenzuola di Hello Kitty (non è una critica, ci mancherebbe, l’ho solo precisato perché erano anni che non vedevo oggetti con Hello Kitty).
Alzando lo sguardo al soffitto, mi accorgo che il tetto c’è, ma il pannello è rialzato rispetto al resto della struttura. Inizio così ad immaginare tutti gli animali che mi avrebbero camminato in faccia quella notte. Spruzzo mezzo flacone di Autan e vado a lavarmi. Bene, fin qui tutto ok.

Entro in bagno: subito la mia attenzione cade su quella vasca di acqua con scritto “Seafoods”. In pratica i sanitari ci sono, ma senza acqua corrente. Perplessa su dove fosse la doccia, scendo a chiedere ad alcune donne. Non volevo credere di dovermi lavare con quell’acqua: praticamente mi rispondono ridendomi in faccia. Quell’acqua era la mia doccia ed era anche l’acqua dello scarico del wc!

Ma neanche questo sarebbe stato un problema se fossi stata sicura di quell’acqua, se non si fossero alzate le zanzare solo avvicinandosi. Può essere davvero molto rischioso lavarsi con dell’acqua contaminata da larve di zanzare.

Un’isola magica

Che sia sabato o lunedì, qui ad Iloc island ci si alza sempre allo stesso modo: con leggerezza. C’è chi esce in mare per pescare, chi tra una chiacchiera e l’altra costruisce una barca e chi semplicemente gioca con quello che ha. Ora capisco mia madre quando diceva che ero più felice a giocare con le mollette per stendere i panni, che con un gioco costoso: essere semplicemente felici per quello che si ha, invece di sprecare il tempo desiderando altro, è già una bella vittoria a cui noi, purtroppo, siamo poco abituati.

La mia conclusione

Che dire? Un’esperienza pazzesca.
Ho visto cose incredibili, che non dimenticherò mai. Trovato il corallo più grande, molto probabilmente, di tutta la mia vita; fatto snorkeling in un mare limpidissimo tra le meraviglie della barriera corallina; visto coralli verdi e blu; camminato su isole deserte; mangiato in barca montagne di riso, che avrebbero soddisfatto il fabbisogno nutrizionale di un villaggio intero (in media portavano 2kg di riso ad ogni pasto, in 2); nuotato in acqua tanto trasparente da sembrare vetro; conosciuto i bambini di Iloc Island, riso con loro, entrando un po’ nelle loro vite, ma molto di più loro nella mia. Riscoperto la magia del giocare con quello che si ha, dalle palle di sabbia ai bidoni su cui rotolare. Credo che un grazie a queste persone non potrebbe mai essere sufficiente, ma ti garantisco che certe emozioni, certi brividi, restano incisi sulla pelle e non possono far altro che rievocare il sorriso da ebete che avevi in aeroporto immaginando tutto ciò. Ecco perchè non posso far altro che consigliarti il Linapacan tour.

Spero l’articolo ti sia piaciuto e, se hai trovato tutte le informazioni per organizzare la tua escursione lontano dal turismo di massa, condividi l’articolo. Se invece hai qualche domanda, ti aspetto nei commenti!

Fondatrice del blog Sarà Perchè Viaggio (sì, quello di cui hai appena letto un articolo, che spero ti sia piaciuto). Amante della Norvegia e aurora boreale dipendente. La mia vita ruota attorno a 3 cose: esplorare, sognare e scrivere.

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