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Curiosità su Zanzibar che (forse) non sai

Curiosità su Zanzibar

Ogni luogo ha delle particolarità. Ogni Paese è famoso per determinate caratteristiche, che lo rendono unico, speciale ed inconfondibile. Zanzibar non fa eccezioni: acque paradisiache che ti fanno credere di essere ad un passo dal cielo. Spiagge da sogno sulle quali puoi ammirare la quotidianità degli zanzibarini, dalla raccolta delle alghe, alla pesca. Insomma, un luogo che non dimenticherai facilmente! Ma veniamo al punto. Perché un intro così poetico? In realtà per raccontarti due curiosità su Zanzibar molto simpatiche (e anche un po’ stupide, devo ammetterlo!) nelle quali mi sono imbattuta durante il mio viaggio. Non voglio lasciarti troppo in attesa, perché sono trepidante di potertele raccontare.

1 - Carta igienica.. a prova di italiano!

A Zanzibar tutti salutano tutti. La parola d'ordine? “Jambo“. Come avrai letto nell'articolo dedicato al viaggio a Zanzibar, nella sezione “parole che sentirai spesso” hai già appreso che “Jambo” si traduce proprio con “Ciao”’. Dunque, se tu dovessi dare un nome alla carta igienica in versione zanzibarina della marca “Tempo”, cosa sceglieresti?

Tembo! Ovvio, no?

Con tanto di elefantino come sfondo. Faccio ancora fatica a crederci!

Curiosità su Zanzibar Tembo carta igienica

2 - Una curiosità su Zanzibar: le bottigliette “allungate”

Ok adesso sto per perdere tutta la mia credibilità, ma non potrei non raccontarti quello che sto per dire.. La prima volta in cui ho ordinato una Coca Cola a Zanzibar si è creata una situazione troppo divertente! Ora ti racconto. 

La cameriera si avvicina al tavolo con questa bottiglietta di vetro altissima, almeno 30 cm (ma forse anche di più), dal contenuto di 33cl.
Tutti noi al tavolo scoppiamo a ridere, considerante le piccole bottigliette a cui siamo normalmente abituati. Abbiamo tratto tutti la stessa conclusione (quindi non sono solo io quella che pensa male): sembrava vagamente che quelle bottigliette fossero direttamente proporzionali a quell’organo maschile che hai già immaginato benissimo, famoso per essere fuori dalla media in questi paesi…

Con il passare dei giorni abbiamo poi scoperto che anche altre bevande analcoliche erano nella stessa confezione: più lunga della media. Trovata pubblicitaria, forse? Beh in caso ha funzionato, considerando che ne stiamo parlando!

Zanzibar fun facts bottigliette allungate

Spero che queste due stupidissime curiosità su Zanzibar, ti abbiano almeno fatto sorridere. Ne conosci qualcuna anche tu? Lascia il tuo commento qui sotto. Grazie per leggere Sarà Perchè Viaggio, a presto!

Appunta l'articolo per dopo, Pinnalo!

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8 commenti
  1. Michele Ranchella
    Michele Ranchella dice:

    Ciao Eleonora, innanzitutto grazie per i tuoi preziosi consigli. Vorrei condividere con te e con gli altri lettori appassionati di Zanzibar, questa mia esperienza.
    Sono stato a Zanzibar per una vacanza in solitaria nel gennaio 2017, primi giorni a Kiwengwa. Mi piace passeggiare in spiaggia e mi facevo ogni giorno camminare di diversi km, il primo giorno sono stato approcciato da diversi Beach Boys e mi sono sentito infastidito, poi ho capito che speravano di potermi accompagnare in modo che potessi lasciargli qualcosa di mancia o consentirgli di vendermi qualcosa per guadagnare quelli che per noi sono pochi spiccioli, ma per loro fanno la differenza.
    Il 3 giorno, con le mie cuffiette per la musica, ho iniziato la mia passeggiata e questo ragazzo di 14 anni, zanzibarino e molto simpatico, mi ha seguito per buona parte della mattina, abbiamo fatto conoscenza, visto che parlava bene l’italiano. Ad ora di pranzo si è offerto di andarmi a prendere qualcosa da mangiare, mentre io me ne stavo comodanente spaparanzato all’ombra di una palma. Gli ho dato 5000 scellini chiedendogli un po’ di frutta e mi sono messo ad attendere. È tornato dopo quasi un’ora con un sacchetto pieno zeppo di meraviglie, banane, manghi, frutto della passione e persino un incarto con del riso lesso ed una bottiglia di acqua fresca. Volevo lasciargli la mancia, ma ha detto che era già sufficiente quello che gli avevo dato. Il giorno successivo sarei partito per spostarmi a Nungwi e gli ho dato appuntamento fuori dall’hotel per salutarlo, gli ho lasciato tutto quello che ho potuto, magliette, pantaloni, persino le ciabatte ed una cinta, anche alcuni farmaci tipo tachipirina, in quanto mi aveva detto che aveva 3 fratelli più piccoli a cui pensare e che la sorellina aveva spesso la febbre. Sembrava che gli avessi donato una pentola d’oro, non la finiva più di ringraziarmi.

    Rispondi
  2. Michele Ranchella
    Michele Ranchella dice:

    A proposito delle bibite, quando sono stato la prima volta a Zanzibar nel 2017 ho scoperto la Ginger Cola, cioè una cola allo zenzero e mi ha dato dipendenza!! In ogni bar sulla spiaggia dove capitavo durante i miei peregrinaggi, mi sedevo e chiedevo una Ginger Cola, rinfrescante e con un buonissimo gusto di Zenzero, veniva servita nella tipica bottiglia allungata in vetro, con cannuccia, ad un prezzo che nella maggior parte dei casi era di 1000 scellini tanzaniani, cioè nemneno 50 centesimi di euro. Mi chiedo come mai non abbiano deciso di farla anche in Italia o perlomeno in Europa. Ora che tornerò a Zanzibar, dal 19 al 28 marzo, non vedo l’ora di riassaporarla.

    Rispondi
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Ciao Michele, sai che spesso in giro per il mondo si trovano bibite diverse dalle nostre, e onestamente questa curiosità è venuta più volte anche a me. Avevo fatto delle ricerche online (ad esempio per la Mountain Dew che onestamente in Italia non ho mai visto), ed avevo scoperto che avevano fatto dei test per provare a metterla sul mercato, ma non erano andati a buon fine. Beh nulla, allora aspettiamo che esporti la Ginger Cola al ritorno dal tuo viaggio 😅 onestamente me la sono proprio persa! Grazie per questa curiosità.

      Rispondi
  3. Kikkakonekka
    Kikkakonekka dice:

    Ciao.
    Riguardo le bottigliette allungate….
    Ne portai a casa, come cimelio, una da Zanzibar, ma in effetti ultimamente l’ho cercata senza trovarla.
    Ho cambiato cucina 2 anni fa e temo che nel “passaggio” possa essere stata persa o rotta ma, sapendo quanto ci tenessi, nessuno me l’ha detto ed ora che la cerco non la trovo.

    Grazie per tutti i tuoi articoli su Zanzibar, mi hanno fatto ricordare una bellissima vacanza (ero al Waridi).

    Andrea

    Rispondi
    • Eleonora Ongaro
      Eleonora Ongaro dice:

      Ciao Andrea, grazie a te per leggere gli articoli di Sarà Perchè Viaggio. È davvero un peccato aver perso la bottiglia “allungata”, io non ho avuto la tua stessa premura di portarmela a casa. Che dici, abbiamo entrambi un buon motivo per tornare a Zanzibar? Secondo me sì!
      Un saluto, Eleonora.

      Rispondi
      • Andrea / K
        Andrea / K dice:

        Io tornerei per reincontrare i “bambini” della spiaggia, che tanto fotografai. Feci di alcuni di loro alcuni bellissimi primi piani, rivederli da “grandi” sarebbe stupendo. Un po’ come la ragazza (afghana?) immortalata anni fa da National Geogrphic, e reincontrata molti anni dopo.
        Una bambina in particolare… davvero bella e fotogenica.
        Ciao

        Rispondi
        • Eleonora Ongaro
          Eleonora Ongaro dice:

          Ma hai assolutamente ragione! Come mi capita più spesso di dire: “I bambini e i loro sorrisi sono la vera essenza di un viaggio a Zanzibar”. Sarebbe davvero meraviglioso poterli incontrare nuovamente ❤

          Rispondi

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